| Chi arriva ad Ischia resta colpito dalla magnifica vegetazione, che ancora oggi malgrado la forte antropizzazione, ricopre le colline ed i monti dell’isola. In particolare vi sono ancora molte zone ricche di macchia mediterranea intatta, degna di interesse, piena di specie profumate e aromatiche e di alcune rarità botaniche. Sono proprio queste ultime a rendere la flora dell’isola d’Ischia unica ed invidiata in tutta l’Europa. Esemplari di Arbutus unedo L. (corbezzolo) ed Erica arborea L. (erica), che rappresentano il primo stadio di degradazione del querceto, sono frequenti ad Ischia nel settore settentrionale. La macchia assume aspetti diversi; in generale gli elementi mesofili tendono a ridursi. Il corbezzolo,dorninante sui versanti meno asciutti e più freschi, ha foglie lucide e di un verde allegro, raggiunge spesso dimensioni di un piccolo albero e in autunno si ricopre di fiori bianchi e di frutti rosseggianti. Erica arborea la si trova spesso con Arbutus unedo, ma talora è dorninante sulle pendici a sud ovest, dove il corbezzolo assume forme che dimostrano la sua scarsa resistenza al vento. Ai limiti di questi arbusteti compaiono con maggior frequenza diversi Cistus, tra cui: Cistus salvifolius L., Cistus monspeliensis L. e Cistus íncanus Bertol.. Mentre il corbezzolo è il protagonista nella costruzione della macchia alta, Pistacia lentiscus L. (lentisco) e Myrtus communis L. (mirto) dominano gli aggruppamenti basso arbustivi delle zone più calde ed aride dell’isola caratterizzate da terreni inospitali con roccia affiorante. A queste due specie si unisce Olea europaea L. varietà sylvestris Brot. (oleastro) costituendo basse ed impenetrabili macchie che regolarmente si arricchiscono, nei diversi settori dell’isola, di altre entità propriamente mediterranee. Nei terreni costituiti da detriti di falda, cioè nelle fiancate ripide o pianeggianti in fondo a piccole valli o depressioni, nelle aree scoperte che si intercalano alla macchia e nei terreni rimaneggiati e poi abbandonati dall’uomo, sono presenti prati erbosi costituiti da esili piantine annuali. Particolarmente frequenti in questo tipo di vegetazione, legato all’esiguità del substrato, Tuberaria guttata L., Ornithopus com pressis L., Vulpia myuros (L.) Gmel., Filago gaffica L., vari Trifogli ed alcune piccole Orchidacee dalle corolle vivacemente colorate. La vegetazione delle rupi e dei litorali costieri è caratterizzata dal Crithmum matitimum L. (critmo) e dalla Stalice inarimense Guss. (statice d’Ischia) più in alto troviamo Anthy11is barbajovis L. ed Euphorbia dendroides L. Nelle rupi più riparate troviamo lo Spartiumjunceum L. (ginestra), il Myrtus communis L. (mirto) e diverse altre specie. |